DIAGAZ SCHOOL: il formato e l'inquadratura parte 1

DIAGAZ SCHOOL: Il formato e l'inquadratura parte 1

I lati

 

La fotografia ha quattro lati. Può sembrare un'affermazione banale? In realtà non lo è. Il fatto che ci siano confini fisici nell'immagine che vogliamo scattare ha conseguenze sul risultato in termini qualitativi. Nel momento in cui inquadriamo ci viene imposta una scelta precisa, una valutazione che deve essere fatta in modo lucido e consapevole: cosa includo e cosa escludo? Inoltre, ciò che voglio includere dove deve essere posizionato? 

Tanti sono i fattori che regolano la qualità e l'equilibrio estetico di una fotografia: il posizionamento del soggetto, ad esempio, o la correlazione tra i soggetti oppure i rapporti cromatici. Non solo. Anche i lati fanno parte della composizione: oltre a circoscrivere la scena in un'area fissa e definita, sono lì presenti nella fotografia come tutto ciò che viene inquadrato. Soprattutto però con la loro presenza creano ulteriori rapporti: tra di loro innanzitutto e tra loro e ciò che in essi è rappresentato.

 

Il formato

Il formato della fotografia corrisponde alla dimensione del fotogramma (del negativo o del sensore) e al rapporto che c'è tra il lato lungo e il lato corto della immagine. Una volta il formato era strettamente vincolato all'attrezzatura usata (medio formato, SLR, APS); oggi la scelta è molto più libera grazie all'uso dei programmi di post produzione che permettono di re-inquadrare la fotografia in un secondo tempo assegnando anche formati differenti da quello nativo. Nonostante questa grande libertà anche nella fotografia digitale si continuano ad utilizzare i formati tradizionali, ovvero il 4:3, il 3:2, l'1:1 e il panoramico.

 

I formati 3:2 e 4:3

Orientamento

Le fotografie con formato 3:2 e 4:3 sono senza dubbio le più diffuse; apparentemente non differiscono molto, ma in realtà possiamo dare una preferenza all'uno o all'altro rapporto a seconda del soggetto e dell'orientamento dell'immagine che abbiamo scattato.

Il rapporto 4:3 è quello più naturale, quello che più assomiglia alla visione umana, tanto da essere quello più utilizzato anche in ambito pittorico. Non ha una forma allungata come il 3:2 e questo gli conferisce più neutralità nella dinamica della fotografia. Il 4:3 non ha una direzione preferenziale e di conseguenza può essere usato sia in orizzontale sia in verticale.

Nonostante il rapporto lo avvicini quasi al taglio quadrato, esso mantiene comunque un lato più lungo che può essere utilizzato per dare una direzione e un leggero movimento alla fotografia. Il 4:3 è un ottimo taglio nei ritratti, nelle fotografie di strada dove comunque c'è un soggetto principale. Il fatto di poterlo utilizzare in verticale così come in orizzontale lo rende adatto a rappresentare la figura umana intera.

Il rapporto 3:2 risulta invece più allungato. E' il formato nativo delle fotocamere reflex e anche se meno naturale e meno equilibrato rispetto al 4:3, è in fondo quello più diffuso nella fotografia professionale o amatoriale evoluta. Il fatto di avere un lato predominante lo rende particolarmente idoneo all'orientamento orizzontale e di conseguenza diventa adatto alla fotografia paesaggistica o architettonica. Grazie alla presenza di un lato predominante (di solito quello orizzontale) il formato 3:2 dona anche una grande dinamicità alle immagini, per questo motivo è consigliato anche nella fotografia sportiva (laddove c'è uno spostamento come nelle corse) o laddove ci sia un movimento da mettere in risalto

La composizione nei formati rettangolari (4:3 e 3:2)

L'avvento della fotografia digitale ha da una parte aiutato la diffusione di questa bellissima arte ma al contempo ha abbassato l'interesse nell'educazione visiva e ha ridotto l'attenzione alla valutazione tecnica e compositiva prima dello scatto.

Nella fotografia analogica i rullini hanno un numero limitato di fotogrammi disponibili e il costo è decisamente più elevato: per poter vedere il risultato del proprio scatto si deve sviluppare e stampare, con la spesa che ne consegue. Nella fotografia digitale la possibilità di poter vedere la propria immagine un attimo dopo averla scattata e di poterla eliminare se sbagliata (per altro senza costi aggiuntivi) ha comportato un atteggiamento più superficiale nei confronti della composizione.

Se si vogliono ottenere risultati migliori, invece, è molto importante tenere in considerazione sin da subito cosa vogliamo ottenere quando scattiamo. Dovremo cercare di comporre l'immagine in base al formato che sceglieremo per la nostra fotografia. Se stampa o l'immagine pubblicata sarà in un formato rettangolare (4:3 o 3:2) dovremo tener conto di tutto quello che implica avere un lato più lungo dell'altro.

 

La forma rettangolare pone chi guarda la nostra fotografia nella condizione di scorrerla con lo sguardo. Mentre il formato quadrato infonde stabilità e immobilità, il rettangolo, come abbiamo già detto, trasmette dinamicità: l'occhio umano tenderà a scorrere l'immagine da sinistra a destra e dall'alto al basso. La composizione fotografica dovrà dunque tener conto di questa attitudine naturale, accompagnando il movimento e guidandolo in modo armonioso e naturale all'interno del fotogramma. 

 

 

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